Scambiatore di calore a piastre: come funziona e come sceglierlo

Guida tecnica FZ INOX · ottobre 2026 · da chi gli scambiatori li costruisce, a Thiene

In breve. Uno scambiatore di calore a piastre passa il calore da un liquido caldo a uno freddo attraverso sottili piastre in acciaio inox, senza che i due liquidi si tocchino. I liquidi scorrono in canali alternati, uno per lato di ogni piastra, di solito in controcorrente. Le piastre sono corrugate: il liquido diventa turbolento e scambia molto calore in poco spazio. Nell’industria alimentare serve per pastorizzare, riscaldare, raffreddare e recuperare calore.

Come funziona

Il calore va sempre dal corpo più caldo a quello più freddo, finché le temperature non si avvicinano: la differenza di temperatura è il motore di ogni scambiatore. Lo scambiatore a piastre mette i due liquidi uno accanto all’altro, separati solo da una lamiera sottile, e dà al calore la strada più corta possibile.

Il cuore della macchina è il pacco piastre: decine di piastre in acciaio inox stampate con una corrugazione, appese una accanto all’altra e strette fra due piastroni. Fra una piastra e l’altra corre una guarnizione che chiude il canale e decide dove passa il liquido: in un canale il prodotto, in quello dopo il fluido di servizio (acqua calda, vapore, acqua fredda, acqua glicolata), poi di nuovo il prodotto. Così ogni piastra ha da un lato il liquido caldo e dall’altro quello freddo.

I liquidi entrano ed escono dai quattro fori agli angoli delle piastre: allineati, formano i collettori che distribuiscono il liquido in tutti i canali dello stesso tipo. Di solito i due liquidi scorrono in controcorrente, cioè in versi opposti: così il prodotto può uscire più vicino alla temperatura di entrata dell’altro liquido di quanto permetterebbe la corrente parallela.

calorecaloreProdottoFluido di servizioPiastra in acciaio inox
Schema di un pacco piastre: il prodotto e il fluido di servizio scorrono in canali alternati, in versi opposti, e il calore passa attraverso le piastre.

Le parti di uno scambiatore a piastre

Piastra fissa di uno scambiatore a piastre FZ INOX con i quattro attacchi
La piastra fissa, con i quattro attacchi: due per il prodotto, due per il fluido di servizio.
Lato posteriore di uno scambiatore a piastre FZ INOX: pacco piastre, tiranti e barre di guida
Il lato posteriore dello scambiatore: il pacco piastre, i tiranti e le barre di guida.

I tipi di scambiatore a piastre

Perché scambia tanto calore in poco spazio

Un esempio vero: pastorizzatore per latte da 2.000 l/h

È una macchina che abbiamo costruito noi: un solo telaio con tre pacchi di piastre, cioè tre sezioni. Le temperature e il numero di piastre sono quelli reali.

SezionePiastreCosa succede
Recupero13Il latte crudo entra a 4 °C ed esce a 37,5 °C, scaldato dal latte già pastorizzato che torna indietro.
Riscaldamento45L’acqua calda porta il latte a 72 °C; poi il latte passa nel tubo di sosta.
Raffreddamento17Il latte pastorizzato, uscito dal recupero a 38 °C, scende a 28 °C con l’acqua di pozzo.

Il risultato: metà del calore viene dal latte stesso (75 kW), l’altra metà dall’acqua calda (76 kW). Senza la sezione di recupero l’acqua calda dovrebbe dare il doppio, e l’acqua di raffreddamento dovrebbe togliere molto più calore. Lo schema animato è sulla scheda degli scambiatori a piastre.

Come si calcola la potenza termica

La potenza che lo scambiatore deve trasferire si calcola con tre numeri: quanto liquido passa, quanto calore serve per scaldarne un chilo di un grado, e di quanti gradi va scaldato o raffreddato.

Potenza [kW] = portata [l/h] × densità [kg/l] × calore specifico [kJ/kg·K] × salto termico [°C] ÷ 3.600

Esempio, sulla sezione di recupero del pastorizzatore qui sopra: il latte pastorizzato passa da 72 a 38 °C, cioè 34 °C. Con il latte intero (1,02 kg/l e 3,92 kJ/kg·K):

2.000 × 1,02 × 3,92 × 34 ÷ 3.600 ≈ 75 kW

Sono i 75 kW di calore recuperato della macchina vera. Puoi fare lo stesso conto con i tuoi dati nel calcolatore della scheda. Il numero di piastre invece non si ricava da questa formula: dipende dal disegno della piastra, dal fattore di sporcamento e dalla perdita di carico che la tua linea ammette. Quella parte la facciamo noi.

Come sceglierlo: i dati che servono

Per dimensionare uno scambiatore a piastre servono questi dati. Sono le prime domande che ti faremo:

  1. Il prodotto: che cos’è, quanto è denso o viscoso, se contiene particelle o fibre.
  2. La portata, in litri all’ora.
  3. Le temperature del prodotto: in ingresso e in uscita.
  4. Il fluido di servizio: acqua calda, vapore, acqua di pozzo o di torre, acqua glicolata, e a che temperatura è disponibile.
  5. La perdita di carico ammessa: quanta pressione la linea può perdere attraverso lo scambiatore.
  6. La pulizia: se si lava in CIP e quanto spesso.
  7. Gli attacchi e lo spazio che hai sulla linea.

Con questi dati decidiamo il numero di piastre, la superficie e quante sezioni servono. Per l’industria alimentare costruiamo piastre e telaio in AISI 316L.

Piastre o tubo in tubo?

Le piastre sono la scelta più efficiente per i liquidi puliti o poco viscosi: latte, siero, vino, birra, bibite, acqua. Con prodotti molto viscosi, con pezzi o con fibre, i canali stretti fra le piastre si sporcano o si intasano: lì serve uno scambiatore tubo in tubo o multitubo, che ha passaggi più larghi.

Pulizia, manutenzione e ampliamento

Domande frequenti

Che cos’è uno scambiatore di calore a piastre?

È una macchina che trasferisce il calore da un liquido caldo a uno freddo attraverso sottili piastre metalliche, di solito in acciaio inox, senza che i due liquidi si tocchino. I liquidi scorrono in canali alternati fra le piastre.

Quanto calore si può recuperare?

Dipende dal processo. Nel nostro pastorizzatore per latte da 2.000 l/h la sezione di recupero dà metà del calore che serve: 75 kW che altrimenti dovrebbe dare l’acqua calda.

Si può aumentare la capacità?

Sì: in uno scambiatore ispezionabile si aggiungono piastre al pacco, fino alla lunghezza del telaio.

Si può lavare in CIP?

Sì. I nostri scambiatori a piastre sono progettati per il lavaggio in linea, senza smontare niente.

Di che materiale sono le piastre?

Per l’industria alimentare noi costruiamo piastre e telaio in acciaio inox AISI 316L.

Meglio a piastre o tubo in tubo?

A piastre per i liquidi puliti o poco viscosi, come latte, vino, birra e acqua. Tubo in tubo o multitubo per prodotti viscosi, con pezzi o con fibre, che intaserebbero i canali stretti fra le piastre.

Ti serve uno scambiatore a piastre? Mandaci prodotto, portata e temperature: lo dimensioniamo noi e lo costruiamo nella nostra officina di Thiene.

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